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Tema portante e linee d'indirizzo PIRAP

Premessa

In coerenza con gli Orientamenti Strategici Comunitari per la politica di coesione 2007-2013, i cui principi e priorità sono declinati nel Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013 e nei programmi operativi nazionali, regionali ed interregionali, le linee di policy finalizzate al perseguimento degli obiettivi dei programmi operativi FESR, FSE e del PSR della Campania per il 2007-2013 dedicano particolare attenzione alle aree rurali, al sistema delle aree naturali protette e, quindi, ai Parchi.

La Programmazione regionale 2007-2013, nel dare priorità agli interventi volti ad adeguare la qualità dei servizi pubblici a quella raggiunta in media dalle città italiane ed europee, con particolare riguardo ad alcuni “indicatori di civiltà minima”, ha previsto quale dimensione territoriale di intervento i Parchi, individuando gli stessi quale “dimensione prioritaria” di sviluppo e gli Enti Parchi destinatari di funzioni di programmazione e di gestione di parti rilevanti del programma in qualità di “organismi intermedi”.

I Parchi sono pertanto considerati soggetti responsabili dello sviluppo del territorio di riferimento, dotati di un preciso orientamento strategico finalizzato allo sviluppo sostenibile della propria area territoriale e considerati quali realtà gestionali in un’ottica strategica di impulso dei processi di sviluppo locali verso un modello di vita sostenibile, qualitativamente alto e competitivo.

In tal senso, nella Programmazione 2007-2013 la Regione Campania ha inteso, da un lato, perseguire un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione delle risorse naturali, culturali, economiche e sociali endogene ed il loro uso sostenibile, dall’altro, dare risalto al ruolo dei Parchi come attori di avanzate politiche di sperimentazione ed azioni ambientali, nell’ottica di perseguire l’integrazione della dimensione sociale dello sviluppo, così come definita nella Strategia di Lisbona con gli aspetti della sostenibilità ambientale della Strategia di Goteborg .

Nel quadro di un approccio territoriale integrato che richiede il coinvolgimento del partenariato istituzionale e socio- economico e la promozione del rafforzamento della governance delle politiche di sviluppo, la Regione Campania ha individuato il Parco come una delle dimensioni di sviluppo da valorizzare e attore protagonista di sviluppo integrato tra l’ambiente, il turismo, l’agricoltura e la cultura, con la finalità di dare rilevanza al ruolo dei piccoli comuni nel contesto delle realtà e delle economie rurali.

In tale contesto il Progetto Integrato Rurale Per Le Aree Protette (PIRAP), del quale l’Ente Parco svolge il ruolo di Capofila, rappresenta uno degli strumenti che la Programmazione unitaria 2007 2013 mette a disposizione dei Parchi per garantire il miglioramento dei sistemi di governance.

Il Progetto Integrato Rurale Per Le Aree Protette (PIRAP)

In data 24 agosto 2009 è stato pubblicato sul BURC n.51 l’Avviso pubblico per la promozione di Partenariati Pubblici PIRAP (Progetti Integrati Rurali per le Aree Protette) e la conseguente presentazione dei relativi Progetti, destinati ai territori dei Comuni che rientrano nel perimetro del Parco. La dotazione finanziaria destinata al PIRAP del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è pari a 26,42 milioni di euro.

Il Progetto Integrato Rurale per le Aree Protette (PIRAP) è uno strumento attuativo del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Campania per il periodo di programmazione 2007- 2013. Si tratta di un progetto di carattere collettivo che va predisposto sulla base di un approccio integrato basato sulla condivisione di una visione strategica ed integra interventi pubblici attorno ad un tema portante.

L’Ente Parco, in qualità di Capofila del Partenariato Pubblico del PIRAP “Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano”, insieme alla Regione Campania, ha realizzato, nei 60 giorni successivi alla pubblicazione sul BURC dell’avviso, le attività di concertazione con gli Enti pubblici locali e territoriali ricadenti nel territorio del Parco per la fase di promozione del Partenariato Pubblico PIRAP che, così come stabilito dall’art. 9 dell’avviso in oggetto, si è conclusa entro il 23 ottobre con la stipula di apposito Protocollo d’Intesa firmato da Ente Parco, Provincia di Salerno, 78 Comuni e 6 Comunità Montane. Il Partenariato, su proposta del Presidente, sarà allagato alle Soprintendenze e alle Autorità di Bacino che operano sul territorio del Parco.

Entro i novanta giorni successivi dalla firma del Protocollo, il Parco dovrà sostenere una serie di ulteriori attività di concertazione tra i soggetti pubblici partecipanti, al fine di raccogliere le idee e le manifestazioni di interesse che provengono dal territorio. Si dovrà, inoltre, definire il quadro di riferimento territoriale per individuare obiettivi, strategie e fabbisogni generali dell'area. Si tratta di un’importante attività di governance e di progettazione, che si concluderà entro il 23 gennaio 2010, per elaborare il progetto PIRAP del Parco da presentare alla Regione Campania.

I progetti candidabili a valere sulle misure del PSR afferenti il PIRAP devono essere coerenti con quanto previsto dai bandi di attuazione delle seguenti misure destinate a migliorare le condizioni di contesto dei territori interessati, sia sul versante ambientale, sia su quello dei servizi, sia su quello delle infrastrutture rurali:

Misura 125 “Infrastrutture connesse allo sviluppo e all’adeguamento dell’agricoltura e delle silvicoltura” (limitatamente alla sottomisura 2 “ Viabilità rurale e di servizio forestale”);

Misura 216 “Utilizzo sostenibile dei terreni agricoli: investimenti non produttivi” (limitatamente agli investimenti destinati ad operatori pubblici);

Misura 226 “Ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi” ;

Misura 227 “Utilizzo sostenibile delle superfici forestali: investimenti non produttivi” (limitatamente agli investimenti destinati ad operatori pubblici) ;

Misura 313 “Incentivazione di attività turistiche” ;

Misura 321 “Servizi essenziali alle persone che vivono nei territori rurali” (limitatamente alla misura d) centro di aggregazione comunale) ;

Misura 322 “Sviluppo, tutela e riqualificazione del patrimonio rurale” ;

Misura 323 “Rinnovamento villaggi rurali” ;

La fase di progettazione del PIRAP, pianificata dall’Ente Parco, sarà organizzata in modo tale da garantire:

  1. la massima partecipazione degli Enti pubblici e territoriali che operano nel Parco: è stato costituito un ampio partenariato pubblico formato da 86 componenti e si garantisce la immediata informativa di tutte le attività poste in essere attraverso un quotidiano aggiornamento del sito www.cilentoediano.it;
  2. la operatività e responsabilizzazione delle parti coinvolte nella progettazione: è stato istituito un Tavolo Ristretto di Partenariato che opera in nome e per conto dei sottoscrittori del Protocollo. Inoltre fanno parte del Partenariato gli Enti deputati a esprimersi, in termini di autorizzazioni, sui progetti da finanziare e con i quali si assumeranno impegni formali in termini di modalità e tempi di acquisizione dei pareri/autorizzazioni per progetti PIRAP;
  3. la trasparenza e condivisione delle procedure adottate per la selezione delle idee /manifestazioni d’interesse: sono stati scelti una griglia di criteri sulla base dei quali si andranno a valutare le proposte progettuali dei singoli Comuni. Tale griglia, che deve anzitutto garantire la massima coerenza dei singoli progetti con il tema portante del PIRAP e le strategie regionali e locali in atto, valuta anche elementi relativi alla fattibilità e sostenibilità delle operazioni proposte.

LA PROGRAMMAZIONE UNITARIA  DEL PARCO NAZIONALE  DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

LINEE D’INDIRIZZO E ORIENTAMENTO del Documento Strategico del Parco 2007 – 2013

Il Documento Strategico del Parco  (DSP), importante quadro di riferimento per tutte le attività programmatiche da porre in essere dall’Ente Parco, approvato dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco nella seduta del 10 settembre 2008, individua tra le linee di orientamento e di indirizzo per le politiche di sviluppo dell’area, in continuità con la programmazione 2000-2006, le seguenti priorità.
A) “Ambiente e Paesaggio”
B) “Attrattività delle Risorse naturali e culturali”
C) “Ruralità”

  A) “Ambiente e Paesaggio”
Per quanto riguarda la priorità “Ambiente e Paesaggio” è fondamentale per un’area protetta perseguire la sua sostenibilità attraverso la preliminare eliminazione di detrattori ambientali e paesaggistici, conseguendo, in tal modo, il duplice obiettivo di migliorare la qualità stessa dell’ambiente e di rendere, al tempo stesso, il territorio più appetibile dal punto di vista turistico. Al fine di monitorare e verificare l’efficacia degli interventi  riqualificazione e di rimozione dei detrattori, sarà inoltre necessario realizzare il censimento e la catalogazione, mediante l’utilizzo di tecniche GIS, degli elementi di contrasto (cave, discariche, scarichi reflui, cementificazioni di alvei e litorali, ripetitori, linee elettriche, aree percorse dal fuoco….) su cui  avviare e/o completare una serie di interventi quali ad esempio la  bonifica dei siti inquinati, la   rinaturalizzazione dei territori, il risanamento idrico, la prevenzione dei rischi di origine ambientale e del deficit energetico. E’ appena il caso di sottolineare che la tecnologia GIS dovrà diventare lo strumento prioritario per la governance di qualsiasi intervento da programmare sul territorio.
Per il conseguimento di tali obiettivi si potrà intervenire attraverso una  serie di azioni/interventi di seguito sintetizzati:

- Costituzione di un Ambito Territoriale Ottimale, coincidente con l’intero territorio del Parco, per la gestione del ciclo dei rifiuti che, attraverso una filiera corta per il recupero della materia prima e la produzione di energia, contribuisca al raggiungimento dell’autosufficienza, adeguatamente integrata con le filiere provinciale ed, eventualmente, regionale;

- Interventi di sistemazione naturalistico-ambientale e di valorizzazione delle aste fluviali (Alento, Bussento,  Calore, Mingardo …),  in funzione dell’utilizzo sostenibile della risorsa acqua come risorsa economica: realizzazione di centri turistici polivalenti, con particolare riferimento ad attività sportive eco-compatibili, produzione di energia elettrica, potenziamento della disponibilità di risorse idriche a fini irrigui, etc.;

- Interventi per il potenziamento della gestione integrata delle risorse idriche ai fini di una loro tutela  qualitativa e quantitativa, anche in relazione agli effetti dei mutamenti climatici: sono prevedibili interventi  per la realizzazione e potenziamento di impianti di depurazione, l’affinamento della qualità mediante tecniche fitodepurative, la separazione delle acque nere, il riutilizzo delle acque depurate e delle acque meteoriche non contaminate mediante sistemi di gestione coerenti e compatibili con la destinazione d’uso.

- Interventi contro il fenomeno erosivo dei litorali. In un’area di straordinaria vocazione naturalistica la nuova frontiera per la mitigazione dell’erosione costiera e la tutela delle attività produttive legate alla stabilità delle spiagge è rappresentata dalle soluzioni che la gestione integrata delle zone costiere offre per il riequilibrio dei sistemi fiume-costa. L’obiettivo reale è quindi costituito dal riequilibrio tra l’apporto sedimentario dei corsi d’acqua e la stabilità delle spiagge; e questo in maggior misura per quei bacini imbriferi dove le opere di sbarramento, o di sistemazione idrogeologica, trattengono ingenti quantità di detriti e dove è irrinunciabile riattivare i meccanismi di trasporto sedimentario a mare anche semplificando, nei limiti della effettiva compatibilità ambientale, le procedure di gestione degli invasi artificiali. In altri termini verranno attuati interventi diffusi e progressivi finalizzati al “ripascimento naturale” da privilegiare rispetto ai ripascimenti artificiali, non sempre coerenti con i principi di sostenibilità ambientale nel breve, medio e lungo termine.

- Spiagge ecologiche: adozione di modelli gestionali e di fruizione degli arenili, per la conservazione degli equilibri ambientali. In questo ambito sono promuovibili stabilimenti balneari alimentati a energia fotovoltaica, che attuino la pulizia manuale e la gestione ecologica delle biomasse vegetali spiaggiate -posidonia in particolare-, che favoriscono l’uso di strutture di supporto alla fruizione (parcheggi, passerelle, ecc.) che non interferiscono con le dinamiche sedimentarie del sistema spiaggia o spiaggia-duna, che comportino utilizzazione di opere naturalistiche di protezione della spiaggia e della duna, che propongano la vendita di prodotti locali a “chilometro 0”…

- Interventi di sostenibilità energetica, finalizzati ad un uso sostenibile dell’energia, in termini di risparmio, uso razionale ed efficiente della risorsa e impiego di fonti energetiche rinnovabili. In particolare si concentra l’attenzione verso l’uso delle tecnologie più recenti per integrare gli impianti con le caratteristiche tipiche del territorio e del paesaggio, registrando i miglioramenti attraverso il sistema di contabilità ambientale del Parco;

Realizzazione di un sistema di monitoraggio ambientale per la prevenzione degli incendi boschivi con mappatura e monitoraggio e georeferenziazione delle aree incendiate.

- Valorizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e uso razionale dell’energia, al fine di diffondere “best practice” da inserire anche nella segmentazione dell’offerta turistica.

Le azioni/interventi sin qui indicati, riconducibili essenzialmente all’ASSE 1 e all’ASSE 3 del POR FESR 2007-2013, consentono di perseguire l’integrazione tra gli obiettivi di assi di uno stesso fondo (FESR), e quelli tra assi di fondi diversi (FESR, FEASR e FSE). La rimozione delle cause e dei fenomeni detrattori dell’ambiente e del paesaggio trova una risposta di base, oltre che negli interventi sopra individuati, nella disciplina del paesaggio, già in parte compresa nel Piano del Parco, ed ulteriormente approfondita e articolata nel Piano del Paesaggio. Tale Piano, in coerenza con il Codice dei beni Culturali e del Paesaggio e con il Piano Territoriale Regionale vigente, articola la disciplina per ambiti paesaggistici attribuendo ad ogni ambito obiettivi specifici di qualità e individuando le norme e i progetti per il loro raggiungimento. Particolare rilievo assumono a questo proposito regole specifiche e coerenti con il Piano di Gestione della Fascia Costiera per razionalizzare l’insediamento sulla costa e nelle aree agricole contigue, al fine di riportare gli insediamenti alle esigenze di un effettivo sviluppo delle attività turistiche ed agricole, contrastando fenomeni di esclusiva e disordinata crescita insediativa portatrice di danni rilevanti all’ambiente e al paesaggio e di conseguenza anche alla qualità del turismo. In questa direzione occorre intervenire sia fornendo indirizzi alla formazione di nuovi piani urbanistici locali, sia disincentivando l’urbanizzazione in aree di elevato valore paesaggistico, individuando zone di necessaria riqualificazione da promuovere anche attraverso incentivi ai comuni e ai privati per rimuovere le maggiori situazioni di degrado ambientale e paesaggistico. Interventi prioritari riguardano la sistemazione delle aste fluviali dal punto di vista ambientale, paesaggistico e della fruizione, il recupero del patrimonio caratterizzante, la cura delle aree rurali, la qualità architettonica degli insediamenti, la stessa promozione delle produzioni locali per la loro valenza paesaggistica.

B) “Attrattività delle Risorse naturali e culturali”

L’obiettivo generale del DSP deve essere la promozione e valorizzazione di un’offerta turistica sostenibile  ampia e diversificata, basata sull’integrazione delle politiche finalizzate alla qualificazione e valorizzazione delle risorse naturali e dei beni culturali.
La valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale del Parco deve passare necessariamente attraverso azioni di diversificazione dell’offerta turistica, puntare sulla destagionalizzazione, al fine di intercettare ed attrarre flussi turistici durante l’intero anno solare, mirare alla riduzione del carico antropico sulla fascia costiera e riqualificare la domanda, anche attraverso il conseguimento di standard alti e medio alti.
In questa ottica, risultano determinanti:

B.1) Interventi per migliorare e qualificare l’accessibilità fisica e immateriale del territorio del Parco:

Miglioramento della segnaletica e dell’informazione del Parco sia all’interno che sulla grande viabilità di accesso dall’esterno, in particolare nei nodi di intermodalità (aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e autostazioni ), in modo da favorire la conoscenza delle risorse e dei servizi del Parco e promuoverne  l’accesso al turismo;

- Miglioramento dei collegamenti stradale;

- Sviluppo della mobilità sostenibile;

- Creazione di sistemi di collegamento integrati (es. rete di piste ciclabili, sentieri naturalistici, ad uso dei turisti e della popolazione residente, anche attraverso sistemi di “bike-sharing”; forme di trasporto a mare legate alle pratiche di pesca-turismo ed escursionismo marino, che favoriscano anche la diversificazione delle attività di pesca);

- Riattivazione di alcune tratte ferroviarie dimesse;

- Realizzazione delle “Porte del Parco” intese come centri fisici di erogazione di servizi materiali ed immateriali avanzati, realizzate attraverso interventi infrastrutturali,  l’utilizzo delle ICT e della multimedialità.

B.2) Interventi per migliorare gli standard di qualità dei servizi turistici e ricettività alberghiera ed extra-alberghiera:

- Realizzazione di un limitato numero di strutture ricettive di eccellenza sul modello dei Paradores spagnoli. In tal senso si vuole creare un segmento turistico sconosciuto all’offerta del territorio, di elevatissima qualità, utilizzando patrimonio immobiliare storico-architettonico, di proprietà pubblica e/o privata e servendolo di servizi avanzati per costruire un’offerta dell’eccellenza;

- Realizzazione di uno  o più interventi pilota  complesso per fare di  un borgo rurale di particolare riconosciuto pregio un “Albergo Diffuso” sul modello di Santo Stefano di Sessanio. Il ripristino delle strutture avverrà nel rispetto delle caratteristiche storico architettoniche e dell’impatto ambientale ma ricercando l’autosufficienza energetica e il minimo impatto ambientale;

- Incentivi e assistenza alle imprese (sia in termini gestionali che architettonici ed estetici a cura di una task force interdisciplinare) strettamente finalizzati al miglioramento degli standard di qualitàdei servizi offerti dalle strutture alberghiere (aumento di almeno una stella per ogni categoria di servizio ricettivo) con contestuale certificazione energetica e ambientale delle strutture, secondo le vigenti normative europee (laboratorio delle buone pratiche).

- Capitalizzazione e messa in rete della filiera della piccola ricettività turistica e dell’artigianato tipico, che ha avuto accesso a regimi d’aiuti nella programmazione 2000-2006.  In tal senso si dovrà promuovere azioni che favoriscano la realizzazione di programmi complessi di razionalizzazione del sistema di offerta turistica;

- Creazione di una task force interdisciplinare, coordinata dall’Ente, che si avvalga di riconosciuti professionisti nazionali ed internazionali (architetti, ingegneri, economisti, sociologi ed esperti dello sviluppo e della comunicazione etc…) che svolga un’attività di consulenza architettonica, urbanistica, dell’arredo urbano, del design, dell’immagine e della comunicazione, sia degli operatori pubblici che privati;

- Realizzazione di una Alta Scuola di Management  per le attività culturali e turistiche nelle aree protette ;

- Realizzazione di una Scuola di Hotellery;

- Realizzazione di una Scuola di Alta Cucina.

B.3) Azioni di comunicazione e di marketing territoriale per la promozione dell’offerta turistica e piani di attività promozionali, sia in Italia che all’estero,  in grado non solo di richiamare i flussi provenienti dai bacini turistici tradizionali, ma anche di intercettare e sviluppare flussi inediti ed alternativi. A tali azioni andranno affiancate campagne di informazione e sensibilizzazione indirizzate ai cittadini residenti e alle istituzioni sui temi dell’accoglienza, le potenzialità e lerisorse del Parco.
In particolare occorre prevedere azioni di marketing  territoriale e comunicazione per realizzare:

- Promozione e realizzazione di Grandi Eventi quali momenti di attrazione anche del pubblico internazionali, sponsorizzati con testimonial di riconosciuta fama e identificativi di stagioni ;

Piano di comunicazione mirato ad amplificare la visibilità  internazionale del Parco e la realizzazione di campagne pubblicitarie attraverso i grandi circuiti nazionali e internazionali;

- Piano di marketing per la promozione dell’offerta turistica globale;

- Azione di promozione e valorizzazione di sistemi di certificazione della qualità dei servizi erogati a favore dei cittadini e dei turisti sul territorio del Parco, attraverso il completamento e l’implementazione dei sistemi di certificazione denominati Marchi d’area  e  I - TRACE;

- Campagne di informazione e sensibilizzazione indirizzate ai cittadini residenti e alle Istituzioni sui temi dell’accoglienza e sulle potenzialità e le risorse del Parco.

B.4) Valorizzazione, promozione e messa a sistema degli interventi infrastrutturali di maggiore valenza, realizzati nella programmazione 2000 – 2006:

- Potenziamento delle strutture per la tutela e valorizzazione della biodiversità (Centro studi e ricerche sulla biodiversità/Tenuta Montisani, Centro Educazione Ambientale di Sanza, Centro Visita Lontra di Aquara e Centro della Dieta Mediterranea di  Pollica)

- Valorizzazione delle emergenze storico-culturali ed archeologiche (borghi e palazzi storici, luoghi di culto, siti archeologici, etc… ) attraverso la loro messa in rete e la caratterizzazione tipologica e tematica per aree del Parco, come memoria e racconto della storia del territorio e della sua trasformazione nel tempo. Importante contributo deriva dal Piano di gestione del Sito Unesco, rivolto proprio alla valorizzazione dei beni e dei loro contesti paesaggistici, in modo da riverberare sul territorio nuove qualità e fruizioni.

C) “Ruralità”

La vocazione agricola del Parco è minacciata da una sempre più forte tendenza all’abbandono delle attività di produzione primaria. Ciò sta comportando due effetti fortemente perversi: la riduzione della capacità di presidio territoriale e la perdita progressiva della biodiversità e di diverse produzioni agricole di qualità.
Le aree Parco sono considerate nella strategia regionale aree deputate alla sperimentazione e ricerca per l’impiego di innovazioni tecnologiche, anche attraverso il ricorso alle Best Available Technologies (BAT),  per l’applicazione di sistemi di gestione ambientale e per l’innovazione di processo/prodotto. In tale ottica si può valorizzare anche il ruolo del Centro Studi e Ricerche sulla Biodiversità.
Il sostegno ad una agricoltura qualitativamente caratterizzata rappresenta inoltre, un elemento di rafforzamento dell’offerta turistica sul versante strategico dell’enogastronomia ed ha una valenza in termini di sostenibilità grazie all’affermazione della prospettiva delle filiere corte.
Gli interventi afferenti il tema Ruralità sono riconducibili sia al mantenimento ed accrescimento della valenza ambientale delle risorse rurali,  sia alla tutela del paesaggio rurale, sia alla valorizzazione del territorio in termini di fruizione turistico-ricreativa, sia, infine, al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni rurali.
Inoltre, nell’ambito della promozione e valorizzazione dell’Eco-Turismo vanno programmati interventi mirati ad intercettar il  turismo d’elite.
In tale ambito si dovranno prevedere:

- interventi per il miglioramento e il recupero di ecosistemi di pregio e di paesaggi caratterizzanti quali ad esempio piani di protezione e valorizzazione di formazioni arboree e arbustive di pregio, interventi silvoambientali per la gestione di boschi e foreste verso una più accentuata maturazione e naturalizzazione ed il mantenimento di habitat per la conservazione di specie animali anche a rischio di estinzione;

- interventi di lotta agli incendi boschivi favorendo interventi per la protezione civile e ambientale anche attraverso il monitoraggio  e la realizzazione di infrastrutture protettive ;

- interventi di mitigazione dei fenomeni di erosione e di dissesto idrogeologico;

- interventi di miglioramento e tutela del paesaggio rurale, ad esempio recupero e restauro di manufatti e/o testimonianze del patrimonio rurale del Parco: villaggi rurali, dimore dei proprietari terrieri e di contadini, edifici di interesse storico, opere di terrazzamento, di regolazione di raccolta delle acque, canali di irrigazione, pozzi  e cisterne, ponti, selciati, mulini, carcare, jazzi, eremi, cenobi, cappelle, invasi spaziali pubblici, ecc.

- interventi tesi a migliorare la fruizione turistico-ricreativa in ambiente rurale, anche ad uso dei diversamente abili (come previsto dalla LN 394/91): realizzazione della rete dei sentieri, creazione di percorsi didattico-educativi, ippovie, realizzazione di percorsi turistici integrati, cartellonistica, segnaletica, centri visita, punti informativi e per la divulgazione, ecc;

- interventi a sostegno del turismo rurale di qualità ivi compresi quelli per le attività divulgative e la promozione del territorio

- interventi per il risparmio energetico connessi alle attività rurali;

- realizzazione di aree di osservazione della fauna selvatica  e per il recupero di quella in difficoltà (recinzioni, strutture attrezzate per la tutela, l’osservazione, il recupero della fauna selvatica, realizzazione o il ripristino di orti botanici a fini didattici e divulgativi, …);

- diversificazione dell’economia rurale, in un’ottica di miglioramento e completamento dell’offerta turistica e di mantenimento delle attività agricole quali presidio del territorio, attraverso interventi che mirano a creare nuove opportunità di reddito nelle aziende agricole: la valorizzazione delle produzioni tipiche, anche attraverso la creazione di mercati dedicati alle produzioni tipiche del parco,  messa a punto di strumenti operativi utili allo sviluppo, trasformazione e commercializzazione di prodotti di piante ad uso farmaceutico, piante essenziere ed aromatiche, piante a destinazione erboristica, alimentare, cosmetica, tintoria  etc..realizzazione o ammodernamento di aree dotate di strutture per l’accoglienza, creazione di microimprese nell’ambito della ricettività extralberghiera e piccola ristorazione, diffusione delle ITC, turismo verde, turismo enogastronomico

- sostegno e valorizzazione delle attività artigianali tipiche delle zone rurali;

- servizi essenziali alle popolazioni rurali (telesoccorso/medicina, integrazione dei trasporti, ecc);

- itinerari didattici, itinerari a tema, fattorie di agricoltura biologica, villaggi del silenzio, residenze per il turismo rurali;

- Interventi materiali e immateriali tesi a favorire il sostegno agli interventi edilizi di recupero aderiscano ai caratteri costruttivi tradizionali e ad un adeguato inserimento ambientale e paesaggistico, nel rispetto delle risorse del parco, delle morfologie e delle tradizioni insediative rurali.  

 

Il TEMA PORTANTE  E LINEE D’INDIRIZZO del “PIRAP Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano”

Sovrapponendo gli indirizzi programmatici tracciati nel Documento Strategico del Parco, precedentemente illustrati e che rappresentano un importante quadro di riferimento per le attività di programmazione a farsi, con le tipologie di intervento finanziabili con il PIRAP, si evince una compatibilità per ciò che attiene  la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-culturale del Parco, al fine di intercettare ed attrarre flussi turistici durante l’intero anno solare, mirare alla riduzione del carico antropico sulla fascia costiera e riqualificare la domanda, anche attraverso il conseguimento di standard alti e medio alti. Alla tutela dell’ambiente si devono associare  interventi per migliorare e qualificare l’accessibilità fisica e immateriale del territorio del Parco , anche in chiave turistica, attraverso il miglioramento della segnaletica e dell’informazione, la creazione di una rete di sentieri, l’implementazione e l’estensione della mobilità sostenibile all’intero territorio del parco   e lo sviluppo di azioni di comunicazione e di marketing territoriale per la promozione dell’offerta turistica e piani di attività promozionali,  E’ inoltre importante la valorizzazione, promozione e messa a sistema degli interventi infrastrutturali di maggiore valenza, realizzati nella programmazione 2000 – 2006 con particolare riferimento alla valorizzazione delle emergenze storico-culturali ed archeologiche (borghi e palazzi storici, luoghi di culto, siti archeologici, etc… ) attraverso la loro messa in rete e la caratterizzazione tipologica e tematica per aree del Parco, come memoria e racconto della storia del territorio e della sua trasformazione nel tempo. Importante contributo deriva dal Piano di gestione del Sito Unesco, rivolto proprio alla valorizzazione dei beni e dei loro contesti paesaggistici, in modo da riverberare sul territorio nuove qualità e fruizioni.

Per quanto attiene il tema della ruralità si sovrappongono azioni relative ad interventi per il miglioramento e il recupero di ecosistemi di pregio e di paesaggi caratterizzanti quali ad esempio: interventi di tutela e valorizzazione dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS), proposti nell’ambito dei Piani di Gestione dei SIC e ZPS del Parco in avanzata fase di realizzazione; piani di protezione e valorizzazione di formazioni arboree e arbustive di pregio; interventi silvoambientali per la gestione di boschi e foreste verso una più accentuata maturazione e naturalizzazione ed il mantenimento di habitat per la conservazione di specie animali anche a rischio di estinzione; interventi finalizzati alla mitigazione di fenomeni di dissesto idrogeologico in aree di particolare rischio e pericolosità; interventi di miglioramento e tutela del paesaggio rurale, ad esempio recupero e restauro di manufatti e/o testimonianze del patrimonio rurale del Parco: villaggi rurali, dimore dei proprietari terrieri e di contadini, edifici di interesse storico, opere di terrazzamento, di regolazione di raccolta delle acque, canali di irrigazione, pozzi  e cisterne, ponti, selciati, mulini, carcare, jazzi, eremi, cenobi, cappelle, invasi spaziali pubblici, ecc; interventi tesi a migliorare la fruizione turistico-ricreativa in ambiente rurale, anche ad uso dei diversamente abili (come previsto dalla LN 394/91): realizzazione della rete dei sentieri, creazione di percorsi didattico-educativi, ippovie, realizzazione di percorsi turistici integrati, cartellonistica, segnaletica, centri visita, punti informativi e per la divulgazione, ecc; interventi a sostegno del turismo rurale di qualità ivi compresi quelli per le attività divulgative e la promozione del territorio; realizzazione di aree di osservazione della fauna selvatica  e per il recupero di quella in difficoltà (recinzioni, strutture attrezzate per la tutela, l’osservazione, il recupero della fauna selvatica, realizzazione o il ripristino di orti botanici a fini didattici e divulgativi, …); itinerari didattici, itinerari a tema, fattorie di agricoltura biologica, villaggi del silenzio, residenze per il turismo rurali;

Le considerazioni e l’analisi indicata  insieme alla consapevolezza del ruolo strategico e prioritario che il turismo sostenibile ha per l’intera Regione Campania, fanno  riconoscere nel tema portante “Ambiente e turismo rurale”  quello che garantisce al meglio il perseguimento di obiettivi che coniugano  la sostenibilità ambientale (garantendo la sicurezza del territorio, la difesa del suolo e la salubrità)  con la valorizzazione delle risorse naturali, culturali, turistiche e rurali, garantendo l’obiettivo di tutela ambientale e sviluppo turistico dell’intera Area Protetta.

“Ambiente e turismo rurale” è inoltre il tema più idoneo a sostenere l’esigenze di valorizzare il complesso dell’offerta turistica del territorio del Parco ed a promuovere l’integrazione fra le differenti tipologie di turismo sostenibile attraverso il miglioramento della fruizione delle straordinarie valenze del Parco e lo sviluppo di un sistema integrato di  itinerari e di servizi al turismo capaci di valorizzare e promuovere il sistema turistico del  Parco, integrandone gli aspetti naturalistici,  culturali e paesaggistici.

A seguito dei riscontri derivanti dalla prima fase di animazione con il partenariato pubblico, l’obiettivo generale del PIRAP Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano può essere individuato nella  “Tutela e valorizzare del patrimonio naturalistico e culturale del parco attraverso la promozione delle differenti tipologie di turismo sostenibile“, che si consegue, anche, con la realizzazione di interventi di eliminazione di detrattori ambientali e di mitigazione di dissesti idrogeologici.

Sulla base di questo indirizzo il Partenariato dovrà focalizzare specifici interventi integrati fra di loro volti al raggiungimento dell’obiettivo generale e selezionati in funzione di criteri condivisi fra cui potrebbero essere elencati i seguenti:

  1. Coerenza con il tema portante del PIRAP e delle Linee d’indirizzo 
  2. Coerenza con uno dei bandi di attuazione delle misura PSR o con misure FESR e FSE  
  3. Coerenza del cronoprogramma con i tempi del PSR
  4. Capacità di co-finanziamento
  5. Capacità di gestione post-realizzazione
  6. Complementarietà con altre iniziative in corso o in programmazione (Complementarietà /messa a sistema  di operazioni finanziate con il PI “La Rete ecologica per lo sviluppo sostenibile”, Complementarietà /di messa a sistema  di operazioni finanziate con il POR 200 2006, Complementarietà /di messa a sistema  di operazioni /iniziative locali in atto)
  7. Capacità di generare effetti positivi sull’ambiente e sul Parco
  8. Cantierabilità delle iniziative
  9. Progettazione  d’ambito (Priorità a progetti relative ad un’iniziativa che coinvolgono più Comuni)

 

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