In relazione alle recenti ricostruzioni apparse a mezzo stampa e in merito allo stato di agitazione proclamato dalla FP CGIL Salerno sulla vertenza dei 19 lavoratori ex LSU in servizio presso l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Presidenza dell’Ente ritiene doveroso intervenire pubblicamente per fornire la corretta e puntuale ricostruzione dei fatti, riaffermando l’impegno costante dell’Amministrazione a tutela delle famiglie coinvolte e del bilancio pubblico.
1. Massima correttezza istituzionale: chiarimenti sul tavolo regionale del 16 luglio
L’Amministrazione smentisce categoricamente qualsiasi accusa di “indifferenza” o “sgarbo istituzionale”. La mancata partecipazione del Parco all’incontro promosso il 16 luglio 2026 presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Campania è stata causata esclusivamente da invalicabili ragioni logistiche e sovrapposizioni di agenda:
- Tempistiche di convocazione: La nota di invito da parte degli uffici regionali è pervenuta alla sede dell’Ente unicamente nella giornata del 14 luglio 2026.
- Impegni istituzionali pregressi: Nella giornata del 15 luglio, il Presidente Giuseppe Coccorullo ha formalmente comunicato all’Assessore al Lavoro, Dott.ssa Angelica Saggese, l’impossibilità di presenziare a causa di una missione istituzionale a Bruxelles programmata da tempo e non differibile. Il rientro a Vallo della Lucania si è perfezionato soltanto nel tardo pomeriggio del 16 luglio (ore 16:00), impedendo la presenza fisica a Napoli.
- Richiesta di riprogrammazione: Nella medesima nota del 15 luglio, l’Ente ha espressamente richiesto di rinviare e riprogrammare l’incontro per la fine del mese di luglio, in modo da garantire la presenza formale sia del Presidente che del Direttore Generale.
2. Responsabilità gestionale e tutele: oltre 840.000 euro anticipati per gli stipendi
L’Ente Parco non intende in alcun modo eludere i propri doveri nei confronti dei lavoratori. Ciononostante, è doveroso evidenziare con trasparenza l’imponente sforzo economico attuato in questi anni per evitare impatti sui redditi delle famiglie coinvolte:
- I crediti dell’Ente Parco: A oggi, il Parco vanta un credito di ben 840.000,00 euro nei confronti della Regione Campania. L’amministrazione regionale ha infatti trasferito unicamente le risorse relative all’annualità 2021 e una quota parziale del 2022 (riferita a metà del personale). Risultano non ancora erogate la restante parte del 2022, le annualità intere 2023, 2024, 2025 e il primo semestre 2026.
- La garanzia dei salari: Onde evitare un blocco retributivo ai 19 lavoratori, l’Ente Parco — grazie a un’oculata e virtuosa gestione finanziaria — sta anticipando mensilmente con fondi del proprio bilancio gli stipendi. Senza questo sforzo straordinario, il personale non percepirebbe alcuna retribuzione.
3. La proposta progettuale a integrazione del reddito
I dipendenti ex LSU sono attualmente inquadrati con un contratto part-time a 12 ore settimanali. Il Parco Nazionale, vivendo esclusivamente di finanza trasferita dal Ministero competente, non dispone di autonomia di bilancio per incrementare in via strutturale l’orario a 18 ore sui contratti base.
Per rispondere alle esigenze dei lavoratori, l’Ente ha dunque elaborato e proposto una soluzione sostenibile, peraltro già accolta favorevolmente nei precedenti confronti territoriali:
- Un progetto integrativo quinquennale: Un piano di 5 anni, da svolgersi al di fuori dell’orario di lavoro ordinario, volto a incrementare ore e reddito complessivo per accompagnare i lavoratori — molti dei quali vicini all’età pensionabile — al raggiungimento dei requisiti quiescenziali.
- Risorse dedicate: Un impianto progettuale chiaro la cui gestione economica e finanziaria è in capo alla Regione Campania.
4. Prospettive e prossimi passi
Nel confermare la propria stima verso l’operato dell’Assessore Saggese, la Presidenza dell’Ente Parco ha formalmente ribadito la richiesta di un immediato tavolo di confronto per la fine di luglio 2026 (con l’unica esclusione dei giorni 28 e 31 luglio per pregressi impegni a Roma), con l’auspicio che si possa contestualmente definire la sblocca e liquidazione dei fondi anticipati dall’Ente Parco per un importo di circa 840.000 euro.
Della reale dinamica dei fatti e dell’azione di tutela svolta dall’Ente Parco è stata informata dettagliatamente anche S.E. il Prefetto di Salerno, a riprova della volontà dell’Amministrazione di operare nella massima trasparenza e nell’esclusivo interesse del territorio.
Documento ufficiale allegato
Il documento formale inviato alla Prefettura di Salerno, all’Assessorato al Lavoro della Regione Campania e alla FP CGIL Salerno a firma del Presidente Giuseppe Coccorullo è consultabile e scaricabile di seguito:
Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni